mercoledì 29 ottobre 2008

DELIRIO IN 2 MINUTI



Ore 5.00. Tra mezz'ora ho il pullman per Roma, alle 9.30 mi aspetta Colin per la colazione.
Arrivo a Castro Pretorio, capolinea, e corro subito al bar lì di fronte per il bagno (non capisco perché il pullman non si fermi più a metà strada).
Chiaramente mi faccio scrupolo a usare la toilette senza consumare qualcosa, e vabbè, una brioche vuota e un caffè, grazie.
Azz... sono già le 9.15, e devo arrivare in piazza di Spagna, mica siamo a Civitanova che in dieci minuti a piedi sono già in centro!
Corro a prendere la metro, linea B, direzione Laurentina, cambio a Termini per Linea A, direzione... oddio la direzione! Ah sì, Battistini! Spagna. Arrivato.
Corro su per le scale e sono in piazza.
Appena mi fermo arriva una chiamata, è Colin.
Dice che tarda di un'ora, deve andare dal tecnico dei telefonini perché non sa come cancellare i video dal cellulare.
"Se vuoi lo faccio io!" gli dico.
"Are you crazy!?!?!? These videos are very compromising!".
"Ho capito, ma meglio io che un tecnico qualunque!".
Vabbè, chiudo.
E aspetto.
Toh, un bar, mi siedo, ordino una brioche e un succo alla pesca, la brioche vuota, grazie... ...
... ... No, scusi, non ho spicci... ... ... ... Eh, no, mi scusi, non ho spicci... ... ... Non ho spicci... ... ... Non ho spicci!... ... ... No, non ce li ho gli spicci!!!... ... ... Ho detto no, cazzo!!!... ... ... E che ppalle! Se ti dico no, è no!... Eh!... ... ...
Che elemosine arroganti!
Guardo l'orologio.
Ancora mezz'ora, mi alzo per fare un giro lì intorno.
Sento una mano sulla spalla. "Ma guarda chi c'è!".
Mi giro. Era Donatella Finocchiaro.
"Ciao Angela!... Azz... mi sbaglio sempre, scusa!".
"No niente figurati, ci sono abituata!".
Mi invita a prendere qualcosa al bar.
Va bene. Ci sediamo.
Per me una brioche e un caffè d'orzo, in tazza grande, grazie.
La brioche vuota, grazie.
Parliamo un po'.
Lei non si aspettava tutto questo successo. Nemmeno io.
...
...
...
...
Sono le 11 e Colin ancora non si vede. Donatella, intanto, se ne va.
11,15
11,20
11,25
Arriva Colin. Tutto sudato.
Che è successo? Vabbè, niente, non me lo vuole dire. Però vuole fare subito colazione, ha una certa fame. Io no.
Ci fermiamo al bar vicino a quell'altro dell'orzo in tazza grande.
Lui ordina il solito bombolone alla crema e un Johnny Walker. Doppio.
Io una spremuta d'arancia e una brioche, vuota, grazie.
Iniziamo a parlare, ma dopo appena dieci minuti gli arriva una chiamata.
E' Giorgio Armani, dice che il ritocchino al cavallo dei pantaloni è fatto, e può passare a prenderli quando vuole. Cioè subito.
Lascia dieci dollari sul tavolo e scappa.
"Guarda che non li prende qua i dollari!" urlo.
Vabbè, pago io.
E me ne vado alla stazione per prendere il primo treno disponibile per Civitanova.
Chiaramente metro, linea A, direzione Anagnina.
Toh, c'è giusto un interregionale, quelli che ci mettono solo 5 ore.
Però costa meno.
Ho giusto il tempo per un'altra brioche vuota e un caffè, lungo grazie.
Salgo sul treno, e mi addormento, con uno strano mal di pancia.
Nel sonno faccio anche un bel po' di incubi. Cosa sarà stato?
Di sicuro il caffè.

Morale: le brioche vuote mi lasciano sempre un senso di insoddisfazione nell'animo, e allo stesso tempo creano un mattone nello stomaco.

Nessun commento: