
- ESASPERATO dalla visione di migliaia di cortei/scioperi/passeggiate per le vie di Milano/Bologna/Roma/Napoli per qualsiasi cosa;
- APPURATO il fatto che per emulare le rivoluzioni cheguevariane ci voglia molta più convinzione di quella che si vede in giro;
- RESOMI CONTO dell'ignoranza da parte dei soggetti suddetti, relativa ad altre forme di comunicazione e di protesta, più efficaci, radicali e funzionali;
- CIRCOSCRIVENDO il tutto ai cortei contro i tagli alla scuola, costituiti da genitori che tengono per mano i figli che tengono per mano striscioni colorati a pastello o a spirito con sopra frasi che nessun bambino si sognerebbe mai di pensare, tantomeno di scrivere;
CHIEDO DISPERATAMENTE
- ai genitori degli alunni: 1) di stare alla larga, ma proprio lontanissimi, dalle aule scolastiche; 2) di non ostacolare quel minimo di metodo di cui dispongono gli insegnanti per istruire e promuovere la disciplina nelle classi; 3) di non difendere sempre i vostri figli, nel caso in cui vengano rimproverati dai professori per qualcosa che NON devono effettivamente fare (tipo incendiare l'aula, dare un cazzotto in pancia alle insegnanti incinte, bestemmiare a dieci anni, non studiare, non fare i compiti, e altre cose divertenti come queste);
- agli insegnanti: 1) di essere sicuri di ciò che stanno dicendo agli alunni; 2) di documentarsi più approfonditamente rispetto a un argomento da trattare in classe; 3) di avere più rispetto per la cultura; 4) di considerare meno l'importanza dei contributi INPS ai fini dell'espansione della cultura stessa; 5) di imparare uno straccio di DIZIONE, perché non posso ASSOLUTAMENTE sentire un professore di italiano che mi spiega la Divina Commedia in dialetto, tutto ciò aggravato dal fatto che nella mia provincia il dialetto è piuttosto incisivo e preponderante;
- agli alunni: di ringraziare i loro genitori, perché se non ci fossero loro a mettersi sempre in mezzo in ogni faccenda scolastica, a quest'ora eravate un po' più responsabili, e meno rincoglioniti.
Scusate, ma ste cose non le reggo più.
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