
Vado a Roma, Fini mi vuole nel suo nuovo staff.
Sono diecimila euro al mese, buttale via.
All'inizio ero un po' titubante, lo confesso, ma quando mi ha detto che con la tessera di partito, la Finicard, ho il 10% di sconto alla Coop, non ci ho pensato un attimo. E mi sono iscritto.
Da lì, diventando socio, tutte le promozioni erano mie, ho addirittura acquistato un set manicure a soli 7 euro. Roba da non crederci.
In realtà appena arrivo non parlerò direttamente con Gianfranco, forse lo vedrò stasera alla trattoria "da Marcello" sulla Casilina. Dice che lì con la tessera abbiamo le bevande gratis. Fantastico!
Scendo dal pullman, tutto frenetico, controllo in borsa che abbia portato con me la mia Finicard, mi tranquillizzo trovandola, e vado verso la fermata del 492, che porta direttamente a piazza Colonna.
Lì mi aspetta Italo Bocchino, per parlare un po' con me, capire se sono veramente motivato, e soprattutto se sono al corrente di tutte le promozioni e gli sconti da usufruire con la tessera.
Devo dire che sono un po' emozionato, ma le agevolazioni della tessera le so perfettamente. Sono sereno.
Scendo dal bus, e Italo è lì.
Lo guardo da vicino e gli dico: "Cosa hai lì sul labbro?". E lui risponde: "Questa domanda non rientra nel protocollo accoglienza." Allora gli chiedo: "E' un Herpes?". Mi fa: "Sì."
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Gli chiedo: "Andiamo in quella farmacia?". "No," mi risponde bruscamente "Quella no! Dobbiamo andare alla farmacia comunale n. 49, a Monte Sacro"
"A Monte Sacro!?!?!!? Ma sono otto chilometri da qui!"
"Ma lì ci fanno lo sconto del 20% sui farmaci da banco. Cos'è, non ti ricordi?"
"Ah sì," bofonchio "avevo capito la n. 29. Scusami. Allora andiamo!"
Saliamo sul 4, vado a timbrare il biglietto, ma Italo mi ferma: "Cosa fai? Se sali in autobus con un finiano, la corsa è gratis".
Io faccio finta di saperlo, azzardo due scuse "Ero sovrappensiero, ero talmente abituato a farlo che non ci penso quasi più". La mia assunzione poteva essere compromessa.
Nel bus noto che ci sono altri finiani, e cominciamo a parlare. Tutti molto cortesi e sorridenti. E tutti con la tessera. Chi andava alla ferramenta "Giampiero" a comprare tre chiavi inglesi al prezzo di due. Chi aveva un massaggio gratis alla settimana presso la palestra "Point Break". Chi aveva (questo era più per le finiane) una messa in piega al prezzo di una tinta.
Che meraviglia sta card! Ti fa sentire più cittadino.
I venti minuti di percorso sono volati. Scendiamo. Andiamo diretti verso la farmacia comunale n. 49. Entriamo. Italo inizia a frugare in tutte le tasche, prima lentamente, poi sempre più concitato. Alla fine si accorge di aver lasciato la Finicard a casa nell'altro portafoglio, e inizia a piangere.
"Dai" lo consolo "non fare così. Useremo la mia."
Una farmacista che aveva ascoltato la conversazione si inserisce: "Mi dispiace, non si può. E' nominativa."
Bocchino continua a piangere. Io lo accompagno fuori. Gli offrò un caffè. Non vuole sentire più nessuno. Vuole solo tornare a casa.
Gli domando: "E la cena di stasera?"
"Non c'è nessuna cena!" esclama "Non posso andare in giro ridotto così. Come posso farmi riprendere dalle telecamere de La7 in questo stato, me lo dici?!"
"Perché," gli domando "stasera ci sarebbe stata anche la tv?"
"Sì," mi risponde "con la card, ogni dieci interviste che rilasciamo, ci fanno gratis uno scoop esclusivo."
L'esperienza di oggi mi ha dimostrato che alla fin fine un herpes ti può rovinare la giornata.